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Table of Contents
Introduzione
Il rotolo del profeta Isaia
Una pluralità di presenze e di temi
Una pluralità redazionale
Isaia il grande: storia e teologia
Le pagine d'apertura
Il libro dell'Emmanuele
Gli oracoli sulle nazioni
L'antologia di oracoli dei cc. 28-33
Le infiltrazioni di altri autori
Il secondo Isaia
Il volto del profeta
Il volto del Signore
Il volto di Ciro e il secondo esodo
Il volto del servo di Y
Il terzo Isaia
Isaia, presenza perenne
Note
Prima parte
Capitolo 1
Al titolo, che risale con ogni probabilità al compilatore del libro, fa seguito un passo ritenuto autentico in cui si trovano riassunti alcuni temi fondamentali del messaggio di Isaia: l'infedeltà del popolo (vv. 2-9), l'ipocrisia religiosa (vv. 10-17), tema trattato in molti altri testi profetici come Am 5,21-26; Mi 6,6-8; Ger 7,21-23 e Sal 50,8-15, l'invito al pentimento (vv. 18-20) e un commovente lamento su Gerusalemme (vv. 21-26), seguito da una profezia consolatoria sul futuro (vv. 27-31).
Al v. 26 «città della giustizia» e «metropoli fedele» sono i nomi profetici di Gerusalemme, che fanno riferimento al destino della città (vedi anche Is 60,14); nella Bibbia il nome, quando viene assegnato da Dio o da un profeta, rivela la natura e il futuro di chi lo porta; è questo il caso dei nomi di Abramo (Gn 17,5), di Isacco (Gn 21,6), di Giacobbe (Gn 32,29), di Betel (Gn 28,17) e della stessa Gerusalemme (Ger 33,16 ed Ez 48,35); lo stesso fenomeno è alla base di Os 1,4-9 e 2,1-3 e di Is 7,14; 8,1-4 e 9,5.
Capitolo 2
I vv. 1-4 si ritrovano identici in Mi 4,1-4, ed è impossibile stabilire la priorità di un testo rispetto all'altro; la conclusione liturgica di entrambi i passi (qui al v. 5, e in Mi 4,5) potrebbe far pensare alla citazione di un canto religioso preesistente; anche la tendenza universalistica del brano non presenta punti di contatto con le ideologie dei due profeti, mentre si accorderebbe assai meglio con una collocazione post-esilica. Una tale interpretazione lascia del tutto inalterato il contenuto messianico del passo: è importante abituarsi a un'analisi indipendente delle singole unità, senza lasciarsi influenzare da considerazioni relative all'epoca e all'attribuzione. Il messianismo del passo che stiamo considerando trova del resto riscontro nei cc. 9 e 11.
I vv. 6-21 sono tra i più notevoli del libro; è verosimile che si tratti di una composizione giovanile, per l'evidente influsso del profeta Amos; Isaia rimprovera al popolo la sua immoralità, irreligiosità, idolatria e avidità materiale (6-8) e descrive i castighi divini e il giorno di Y, concetto ripreso da Am 5,18.
Capitolo 3
Il capitolo, ad eccezione forse dei vv. 10-11, presenta tutti i tratti più caratteristici dello stile di Isaia. Il profeta annuncia la prossima rovinosa perdita dell'autorità di Gerusalemme (vv. 1-9) e pronuncia un severo giudizio contro i capi del popolo (vv. 10-15) e contro le figlie di Gerusalemme (vv. 16-26); la condanna delle donne è ripresa in 4,1.
Capitolo 5
Il canto sulla vigna (vv. 1-7) è da ritenersi senz'altro autentico ed è probabilmente anch'esso da attribuirsi a un'epoca giovanile. Il tema della vigna scelta e poi respinta da Y è assai comune, tanto nell'Antico Testamento (Os 10,1; Ger 2,21; Ez ,1-8; 17,3-10; 19,10-14; Sal 80,9-19 e Is 27,2-5) quanto nel Nuovo (Mt 21,33-44; Gv 15,1-2).
Ugualmente autentica è da considerarsi la pericope dei vv. 8-24, che attacca varie categorie: ricchi rapaci (vv. 8-10), gaudenti (vv. 11-17), calunniatori, amorali, falsi sapienti, bevitori e giudici iniqui (vv. 18-24).
Nei vv. 25-30 l'invasione assira è presentata come immanente.
Capitolo 6
Il capitolo, certamente autentico, ha per argomento la visione con cui Isaia ricevette la vocazione profetica (vv. 5-8) e la natura del compito che egli fu chiamato a svolgere (vv. 9-10). Viene poi predetta la distruzione del popolo di Giuda; la portata catastrofica della profezia è mitigata dalla menzione di un «resto» [שאר] (su cui si veda anche 10,15-23) che scamperà alla rovina e assicurerà la sopravvivenza della nazione. Il resoconto della vocazione sembra sostanzialmente attendibile, anche se naturalmente è stato sottoposto a una visibile elaborazione letteraria.