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film_2024

Gennaio

Sabato 20 e domenica 21 guardiamo l'ultima Palma d'oro di Cannes, Anatomie d'une chute (2023) di Justine Triet.

Marzo

Sabato 9, domenica 10 e lunedì 11 guardiamo Giant di George Stevens del 1956.

Sabato 16 riguardiamo (ma Brigitta non ricordava nulla) The man who knew too much, versione del 1956.

A marzo, o ad aprile, guardiamo anche uno Stevens precedente, e migliore: A place in the sun, del 1951.

Aprile

Giovedì 18, a Dinard, guardiamo la prima ora di The Russia House, di Fred Schepisi, del 1990.

Sabato 20, di ritorno a Versailles, la sera, una volta addormentata Anna, riusciamo e finire The Russia House. Il film è piaciuto ad entrambi.

Domenica 21: iniziamo a guardare, intorno alle 23, There's always tomorrow di Sirk, del 1956. Lo finiamo già la sera successiva.

Maggio

Domenica 12, guardo il primo film da solo, dopo la partenza di Anna e Brigitta per l'Italia: The strawberry blonde, di Raoul Walsh, del 1941. Con James Cagney e le due bellisime Olivia de Havilland (che io preferisco alla Hayworth, ma non alla sorella) e Rita Hayworth.

Martedì 14, guardo Mad Max 2, molto deludente! Eppure ho letto ovunque che è superiore al primo, bof. Di George Miller, del 1981. Da non confondersi con Frank Miller, quello di Sin city

Sabato 18 guardo Un jeu brutal, di Jean-Claude Brisseau, del 1983.


Domenica 26, guardiamo la prima ora di Alice in den Städten (First part of Wenders' Road Movie Trilogy), girato in 16mm nel 1973, uscito nel 1974. La libertà che abbiamo perso, incredibile!

Giugno

Lunedì 3: finiamo il Wenders. Alice ha 9 anni nel film.


Sabato 22 e domenica 23 (per gli ultimi 20 minuti) guardiamo Before sunrise (1995) di Richard Linklater, con Julie Delpy (1969) e Ethan Hawke (1970).

Sabato 29; guardiamo il secondo film della trilogia di Linklater, Before sunset, del 2004, che si svolge interamente a Parigi.

Luglio

Le sere di venerdì 12 e di sabato 13 (ri)guardiamo The Apartment, di Billy Wilder, del 1960. Brigitta non so lo ricordava per niente…

Sabato 20, in serata, guardiamo i 2/3 di The remains of the day di James Ivory, del 1993.

Sabato 27, guardiamo, per svagarci: Le dîner de cons di Francis Veber, del 1998.

Agosto

Sabato 10, a Cuneo, in via Saluzzo, guardo le prime 2 ore di Once upon a time in … Hollywood di Quentin Tarantino, del 2019. Finisco il film la sera dopo.

Lunedì 12, guardiamo Howards end, di Ivory, del 1992.

Martedì 13, guardiamo L'Homme du sud (The Southerner), di Jean Renoir, del 1945.

Primo film ad Ospedaletti, dove siamo arrivati sabato 17: A room with a view, per il nostro ciclo Ivory.

Martedì 20 e mercoledì 21, sempre a Ospedaletti, guardiamo A tree grows in Brooklyn, del 1945, di Elia Kazan.

Venerdì 30: guardiamo la prima metà di Sense and sensibility, di Ang Lee, del 1995. La nostra amata Emma Thomson! Lo finiamo sabato 31, emozionatissimi…

Ottobre

Lunedì 28 e martedì 29 guardiamo Black narcissus, di Michael Powell and Emeric Pressburger, del 1947. Lo avevo visto l'ultima volta nel maggio del 2019.

Novembre

Sabato 16 e domenica 17 guardiamo Dog day afternoon di Sidney Lumet del 1975. Forse lo avevo già visto, ma chissà quando… epoca di Cuneo direi.

Dicembre

Sabato 21, a Cuneo, finisco Le corbeau che avevo iniziato qualche giorno prima a Versailles. È il primo film che vedo integralmente su di uno schermo di soli 8“. Conclusioni? Non saprei al momento. So però che è un film straordinario, con il quale mi sento in completa sintonia. Clouzot Deve avere ispirato molto Eustache per La maman et la putain.


Domenica 22, iniziamo Laura di Otto Preminger, che non vedo da parecchi anni e per il quale sono stato invitato alla Cinémathèque il 2 gennaio prossimo. Nonostante una pausa dovuta ad un risveglio di Anna, riusciamo a finirlo la sera stessa.

Martedì 24: guardo, mentre Brigitta dorme dopo aver fatto addormentare Anna, un filmetto diverte di Jacques Becker: Les aventures d'Arsène Lupin, del 1957.

Mercoledì 25: riguardiamo Cronaca di un amore, di Michelangelo Antonioni del 1950.

Giovedì 26, ultimo film a Cuneo con Brigitta: La signora senza camelie, sempre di Antonioni, del 1953.

Sabato 28, prima e dopo l'incontro con Viano vedo Point break di Kathryn Bigelow, del 1991.


Domenica 29, da solo, vedo per l'ennesima volta (e sicuramente l'ultima, come direbbe Allan) La femme infidèle, di Chabrol, del 1969. La cosa più interessante del film, alla fine, è la recitazione dei due coprotagonisti. La Audran mi fa sempre pensare alla madre di Viano, esteticamente.

Lo avevo visto nell'ottobre del 2011 e nel gennaio del 2018.


Non è stato facile decidere quale film guardare l'ultima sera dell'anno, e alla fine ho sceltoUn flic di Melville, del 1972, che non vedevo dal 2013. Mi è sicuramente piaciuto di più dell'ultima volta. Notevole il babbo Natale “indic”!


Guardo anche gli extra, con l'intervento di due dei figli di papà che lavorano sul film: la figlia di Gabin, script, e il fratello di Delin, assistante. Poi c'era anche il figlio di Tati, e chissà quanti altri.

Il suo ultimo film. Del successivo fece in tempo a finire la sceneggiatura e poi morì.

La scena del treno con modellino e maquette è ripresa da Hitchcock, The Lady Vanishes, 1938. Ma è troppo lunga.

Delon aveva già la testa al suo prossimo film, con Zurlini.

film_2024.txt · Last modified: 2025/01/02 14:55 by francesco