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=== Capitoli 7-8 === | === Capitoli 7-8 === |
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Entrambi i capitoli sono autentici e risalgono al periodo della guerra siro-efraimitica, combattuta dalla coalizione formata dal regno di Israele [con capitale Samaria] e da quello di Damasco contro il regno di Giuda [con capitale Gerusalemme], il cui re Ahaz chiamò in aiuto il re assiro Tiglat-pileser; questi nel 734 a.C. si impadronì di parte della Galilea e nel 732 assoggettò Damasco. Negli stessi anni aveva preteso da Giuda il versamento di un pesante tributo (2 Re 16,5-9).\\ | Entrambi i capitoli sono autentici e risalgono al periodo della guerra siro-efraimitica((Wikipedia: "Tale guerra è narrata in 2 Re 16,5-9 e, più ampiamente, in Isaia 7,1-17. Al tempo di Iotam re di Giuda si formò una lega anti-assira voluta da Pekach, re d'Israele, e da Rezin, re di Aram, cioè di Damasco. Tale lega era sostenuta dall'Egitto, che così sperava di riconquistare l'egemonia nella regione siropalestinese, perduta a vantaggio degli Assiri. Ora, Acaz, re di Giuda e figlio di Iotam, rifiutò di prendere parte a questa lega, e così i re di Aram, di Israele e dell'Idumea decisero di unire le proprie forze per conquistare il regno di Giuda ed imporvi un sovrano a loro gradito, che si unisse loro nella lotta agli odiati Assiri. Questa guerra viene detta "Siro-Efraimitica" perché il regno d'Israele era noto anche come regno di Efraim, dal nome della tribù più importante (Efraim era il secondogenito di Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe-Israele), e si svolse negli anni 734-732 a.C.")), combattuta dalla coalizione formata dal regno di Israele [con capitale Samaria] e da quello di Damasco contro il regno di Giuda [con capitale Gerusalemme], il cui re Ahaz chiamò in aiuto il re assiro Tiglat-pileser [morto nel 727 a.C.]; questi nel 734 a.C. si impadronì di parte della Galilea e nel 732 assoggettò Damasco. Negli stessi anni aveva preteso da Giuda il versamento di un pesante tributo (2 Re 16,5-9).\\ |
Nel c. 7, il nome del figlio del profeta «Un resto tornerà» (v. 3) esprime allo stesso tempo la speranza della sopravvivenza e la minaccia della deportazione.\\ | Nel c. 7, il nome del figlio del profeta «Un resto tornerà» (v. 3) esprime allo stesso tempo la speranza della sopravvivenza e la minaccia della deportazione.\\ |
Il v. 9 rappresenta una delle espressioni più convinte e incisive della fede esclusiva e assoluta in Dio come unico possibile apportatore di salvezza, incompatibile non solo con il ricorso all'idolatria ma anche con la ricerca di qualsiasi sostegno umamno (Dt 7,6 e [[isaiah_28|Is 28]],16; [[isaiah_30|30]],15).\\ | Il v. 9 rappresenta una delle espressioni più convinte e incisive della fede esclusiva e assoluta in Dio come unico possibile apportatore di salvezza, incompatibile non solo con il ricorso all'idolatria ma anche con la ricerca di qualsiasi sostegno umamno (Dt 7,6 e [[isaiah_28|Is 28]],16; [[isaiah_30|30]],15).\\ |
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Gli studiosi cattolici sostengono l'interpretazione messianica diretta, difesa già da san Giustino (martire verso il 165), e identificano nell'Emmanuele Gesù Cristo e nella //‘almâ// la Vergine su madre. Questa lettura trova conferma nel testo di Mt 1,22-23, che cita espressamente il v. 14 di Isaia e Mi 5,2 come prefigurazioni del concepimento e della nascita di Cristo. Secondo l'interpretazione più diffusa, accolta di recente anche da esperti cattolici, nell'Emmanuele è da riconoscersi il futuro re Ezechia, figlio di Ahaz, e nel //segno// la sua stessa nascita: richiamandosi alle parole di Natan (2 Sam 7,1-16) il profeta assicura, in un momento di crisi e di sconvolgimenti, la sopravvivenza della dinastia davidica. Nella prospettiva del cosiddetto «messianismo regale» la solennità dell'oracolo e lo stesso significato simbolico del nome Emmanuele spingono ad attribuire alla vicenda un significato che trascende la semplice continuità dinastica (pur molto importante per Isaia) e indica un intervento divino di importanza assai maggiore, la cui portata non è limitata alla circostanze storiche immediate. Riteniamo che questa interpretazione sia fondata, e possa spiegare nella maniera più chiara anche la ripresa della profezia di Isaia in Mt 1,22-23 e 4,13-16.\\ | Gli studiosi cattolici sostengono l'interpretazione messianica diretta, difesa già da san Giustino (martire verso il 165), e identificano nell'Emmanuele Gesù Cristo e nella //‘almâ// la Vergine su madre. Questa lettura trova conferma nel testo di Mt 1,22-23, che cita espressamente il v. 14 di Isaia e Mi 5,2 come prefigurazioni del concepimento e della nascita di Cristo. Secondo l'interpretazione più diffusa, accolta di recente anche da esperti cattolici, nell'Emmanuele è da riconoscersi il futuro re Ezechia, figlio di Ahaz, e nel //segno// la sua stessa nascita: richiamandosi alle parole di Natan (2 Sam 7,1-16) il profeta assicura, in un momento di crisi e di sconvolgimenti, la sopravvivenza della dinastia davidica. Nella prospettiva del cosiddetto «messianismo regale» la solennità dell'oracolo e lo stesso significato simbolico del nome Emmanuele spingono ad attribuire alla vicenda un significato che trascende la semplice continuità dinastica (pur molto importante per Isaia) e indica un intervento divino di importanza assai maggiore, la cui portata non è limitata alla circostanze storiche immediate. Riteniamo che questa interpretazione sia fondata, e possa spiegare nella maniera più chiara anche la ripresa della profezia di Isaia in Mt 1,22-23 e 4,13-16.\\ |
Anche il significato del termine ebraico //‘almâ//, qui tradotto con «giovane», è stato molto dibattuto. Dalle altre attestazioni nella Bibbia si evince che esso designa una donna adulta, non sposata e quindi presumibilmente vergine; la traduzione greca, che impiega il termine /parthénos//, è sostanzialmente equivalente al testo ebraico: si tratta di una giovane donna che si suppone ancora vergine. Anche nell'interpretazione messianica dei testi sull'Emmanuele non c'è quindi nulla che indichi esplicitamente un concepimento verginale: le uniche affermazioni univoche in proposito si trovano in testi evangelici (Mt 1,23 e Lc 1,34-35). | Anche il significato del termine ebraico //‘almâ//, qui tradotto con «giovane», è stato molto dibattuto. Dalle altre attestazioni nella Bibbia si evince che esso designa una donna adulta, non sposata e quindi presumibilmente vergine; la traduzione greca, che impiega il termine //parthénos//, è sostanzialmente equivalente al testo ebraico: si tratta di una giovane donna che si suppone ancora vergine. Anche nell'interpretazione messianica dei testi sull'Emmanuele non c'è quindi nulla che indichi esplicitamente un concepimento verginale: le uniche affermazioni univoche in proposito si trovano in testi evangelici (Mt 1,23 e Lc 1,34-35). |
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=== Capitolo 8 === | === Capitolo 8 === |
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| //Meher-shalal-hash-bas//, il nome del secondo figlio del profeta, significa «Pronto alla preda, veloce al bottino» e simboleggia la rapidità dell'invasione e del saccheggio di cui saranno oggetto le città di Damasco e di Samaria, che verranno conquistate da Tiglat-pileser.\\ |
| Il v. 14 è spesso citato nel Nuovo Testamento (Mt 21,42-44; Lc 2,34; 20,17-18; Rm 9,23-33).\\ |
| Il v. 23 è citato da Matteo, assieme a [[isaiah_9|9]],1, in un'occasione particolarmente significativa della vita pubblica di Gesù (Mt 4,13-16). |
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=== Capitolo 9 === | === Capitolo 9 === |
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| L'autenticità dei vv. 1-6 è stata messa in dubbio da alcuni studiosi, ma senza validi motivi. L'interpretazione tradizionale cristiana discerne in questo passo riferimenti messianici confermati anche dai nomi (v. 5); il testo può essere interpretato come un'ulteriore specificazione, per quanto frammetaria, della profezia dell'Emmanuele, che evidenzia l'amore del Messia per il suo popolo, si diffonde sulla sua regalitàn sulla pace che regnerà nella sua epoca e, secondo alcuni esegeti, ne proclama la divinità.\\ |
| Sono senza dubbio da attribuirsi a Isaia i vv. 7-20, che trattano della vendetta divina provocata dalla superbia del popolo e messa in atto dagli Aramei e dai Filistei (vv. 7-11), rimproverano il popolo perché persiste senza pentirsi nell'errore (vv. 12-16) e descrivono il caos e la guerra civile (vv. 17-20). Questo passo con la sua continuazione in 10,1-4 può essere associato a 5,25-30. |
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=== Capitolo 10 === | === Capitolo 10 === |
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| Tutto il capitolo è da considerarsi autentico; i vv. 5-15 trattano del declino dell'Assiria, mentre i vv. 16-23 sviluppano il tema, più volte accennato, del «resto» [[[שאר]]] di Israele (anche se alcuni studiosi sono propensi a scorgere nei vv. 16-20 una continuazione del precedente argomento). Del «resto» [[[שאר]]] risparmiato dalla spada degli invasori aveva già parlato il profeta Amos (Am 3,12; 5,15; 9,8-10); l'argomento sarà poi ripreso in termini più o meno espliciti da altri profeti. È indubbio tuttavia che il tema del «resto» [[[שאר]]] ha il suo massimo sviluppo nell'opera di Isaia (4,2-3; 6,13; 7,3; 28,5-6; 37,31-34) che ne descrive le vicende in questo modo: esso rimarrà a Gerusalemme, sarà purificato, resterà fedele a Dio e diventarà una nazione forte. Tuttavia dopo la caduta di Gerusalemme altri profeti collocano il «resto» [[[שאר]]] tra i deportati, identificandolo con un gruppo che si convertirà durante l'eslio e che Dio radunerà dopo la restaurzione messianica (Ez 6,8-10; 12-16; Ger 31,7; 50,20); dopo il ritorno dall'esilio il «resto» [[[שאר]]], ancora infedele, doveva essere di nuovo decimato e purificato (Zc 1,3; 8,11; Ag 1,12). Si noti che le nazioni dei gentili non avranno alcun «resto» [[[שאר]]] (Is 13,20; Ez 21,37).\\ |
| L'oracolo dei vv. 24-27a ha per argomento la fine dell'Assiria; nei vv. 27b-34 è invece dscritta la marcia di un esercito invasore contro Gerusalemme, rappresentazione poetica dell'invasione di Sennacherib [morto nel 681 a.C.]; lo stesso argomento è trattato in prosa nei cc. 36-37, probabilmente spuri. La marcia trionfale è comunque interrotta da Y, che abbatte rami e cime (esercito e capi) e devasta lo stesso Libano (l'Assiria). |
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=== Capitolo 11 === | === Capitolo 11 === |
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=== Capitolo 12 === | === Capitolo 12 === |
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| La formula introduttiva (vv. 1 e 4) presenta queste composizioni come canti di lode; la loro autenticità è assai dubbia. |
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=== Capitolo 13-23 === | === Capitolo 13-23 === |
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| Ha inizio con il c. 13 una serie di oracoli contro le nazioni che si trovano in rapporti politici o militari con il regno di Giuda, serie che prosegue fino al c. 23. |
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=== Capitolo 14 === | === Capitolo 14 === |